Daytime – Crociera Esplorativa Dubrovnic Kotor

L’equipaggio:

  • Massimo
  • Alessandra
  • Massimo 2
  • Giuseppe
  • Fabio
  • Armando
  • Elio

Giorno 0

La missione è partita, l’equipaggio nel primo breefing sul traghetto per Split mettono a fuoco gli obiettivi: perlustrare la zona di navigazione che sarà battuta dalla nostra ammiraglia Altomare nelle crociere estive, riportare ai comandanti informazioni utili, raccogliere materiale fotografico per la promozione, stendere un programma settimanale da proporre ai partecipanti alle crociere.


Giorno 1

Abbiamo appena finito di stivare la cambusa su Nerej, uno splendido Hanse 445 nuovo di zecca che ci porterà ad esplorare le bocche di Cattaro. La partenza è prevista per domani all’alba.
Oggi abbiamo verificato tutte le attrezzature e provato la barca con un uscita di un paio d’ore lungo il fiordo che porta all ACI marina.


Giorno 2

Arrivo in Montenegro
I Croati hanno fatto di tutto per impedirci di raggiungere il Montenegro.
Non si può andare perché è inverno, solo dopo il primo maggio le bocche di Cattaro aprono!
Per raggiungerlo si deve navigare, ohibò, in mare aperto!!
Se succede qualcosa siamo abbandonati a noi stessi!!!
I Montenegrini sono persone strane!!!!
Nonostante ciò, siamo partiti all’alba, dopo aver fatto i documenti di uscita a Marina GRUZ a Dubrovnik che è aperto h24.
Mare calmo, purtroppo poco vento, cielo sereno, ottima navigazione, entriamo alle Bocche di Cattaro alle ore 12.
Ormeggiamo alla dogana di ZeleniKa e, con grande sorpresa, siamo stati accolti da Polizia e Capitaneria in modo molto cordiale.
I Croati ci hanno provato a farci desistere un’ultima volta, subito prima del confine ci hanno abbordato con una motovedetta per controllare i nostri documenti e guardandoci in tralice.
In un’ora ci hanno rilasciato i documenti di ingresso pagando €55 x una settimana di permanenza in Montenegro, continuiamo la nostra esplorazione addentrandoci nel profondo delle bocche…
Raggiungiamo le incantevoli isolette di Sv Doroe e Gospa questultima artificiale costruita nel 1630 dagli abitanti della vicina cittadina di Perasto, vale la pena arrivarci al tramonto quando si respira un’aria magica.
Continuiamo ad addentrarci nel fiordo fino a raggiungere l’antica, suggestiva fortezza di Kotor dove ormeggiamo alla banchina fornita di elettricità ed acqua.
Ci prepariamo ad affrontare i terribili venti catabatici notturni rinforzando gli ormeggi.


Giorno 3

Oggi giornata dedicata alla scoperta delle bocche di Cattaro.
Visitiamo in mattinata la splendida città fortificata di Kotor ricca di viuzze lastricate e antichi palazzi di pietra tutti ben conservati, brulicante di giovani e turisti.
Segnaliamo l’interessante museo marittimo che conserva molti documenti della storia della navigazione delle bocche.
Stacchiamo gli ormeggi alle 11:30 alla volta della antica cittadina di Perasto, ci si ormeggia nella banchina di fronte al paese insieme alle barche turistiche da gite. La cittadina ospitava in passato una importante scuola nautica utilizzata da Pietro il Grande per formare gli ufficiali della marina russa. Di fronte vi sono le due isolette di San Giorgio e Madonna dello scarpello quest’ultima artificiale, costruita, nel 1630 dai fedeli di Perasto per porci sopra una chiesetta veramente deliziosa.
Lasciamo gli ormeggi e ci dirigiamo nell’estremo nord del fiordo, alla scoperta di Risan. Ci si ormeggia in testa al molo in 5 metri di fondo. Interessante la visita ai mosaici della villa romana vicino al porto.
Finalmente si alza una buona brezza, issiamo le vele e boliniamo verso l’isola di Stradioti, coperta di vegetazione lussureggiante un tempo sede del club med di cui si intravedono le capanne di paglia tra la vegetazione, sembra di essere tra Java e Sumatra. Questa isola è ora di proprietà dei russi, vietato scendere a terra. Gettata l’ancora ci gustiamo un aperitivo al tramonto. Con una piccola navigazione notturna raggiungiamo il lussuoso Marina di Tivat dove ormeggiamo in mezzo a Palme e mega yacht tutto made in Russia.


Giorno 4

Ci addentriamo in Montenegro.
Ci svegliamo all’alba con una grande preoccupazione, volano le scommesse su quanto avremmo dovuto pagare per il lussuosissimo Marina Porto Montenegro: 100, 120, 150 qualcuno azzarda 200 ma, sorpresa delle sorprese si è pagato meno di Porto Garibaldi, solo €32!!!
Molliamo gli ormeggi alle 9:20 e veleggiamo in una splendida giornata di sole lungocosta fino a Budva.
Leggiamo sul 777 che all’interno del porto la banchina del distributore è occupata da un peschereccio e neanche farlo apposta detto peschereccio compare improvvisamente carico di ogni tipo di pesce.
Il Paron dice di averlo pescato a 10 miglia con due calate e per poterlo comprare dobbiamo superare una folla di comari locali che aspettano in fondo alla banchina.
Scorfani, gallinelle, triglie di scoglio, Sanpietro, calamari e una coda di rospo finiscono nelle nostre padelle per una cena meravigliosa sotto le stelle.
La serata si conclude con la perlustrazione della cittadella veneziana alla ricerca di un bar con Wi-Fi per potervi spedire il resoconto della giornata.


Giorno 5

Salvati da una poliziotta bionda
Cambio di programma: la Meteo è cambiata e così anche il nostro itinerario. Monta lo scirocco e successivamente girerà a Maestrale per cui decidiamo di risalire a Nord per sfruttare i venti favorevoli.
Abbiamo mollato gli ormeggi da Dudva e ci siamo diretti a Zelenica per fare dogana. Lì abbiamo fatto amicizia con il doganiere Giulio di origine istriana che ci racconta in perfetto italiano di aver lavorato in Sardegna ed essere ritornato precipitosamente a casa a difendere il suo paese durante la guerra.
Usciamo dalle bocche e troviamo lo scirocco preannunciato da Aladin, il sito croato di previsioni meteo.
La nostra Nerej ci regala l’emozione di cavalcare le onde a 11 nodi verso la terra Croata, arriviamo a Cavtat alle ore 16.
E qui scopriamo che ora la Capitaneria e la Polizia lavorano insieme ma hanno orari diversi, la splendida Poliziotta biondina che ci accoglie dice che dobbiamo riprendere immediatamente il mare per fare i documenti di ingresso a Dubrovnik.
Il fascino romagnolo non è acqua e la nostra poliziotta Matea chiamando tre volte i suoi capi a Dubrovnik riesce a ottenere il permesso di rimanere in rada fino alla mattina successiva.
È proprio lì che ci troviamo adesso mentre vi scriviamo sorseggiando rhum con cioccolato e un sigaro in mano.


Giorno 6

Sotto Gennaker a nord di Dubrovnik
Passiamo la notte all’ancora con forti raffiche e pioggia che mettono a dura prova la presa sul fondo di alghe, dopo aver riancorato più volte, decidiamo di sorvegliare l’ancoraggio durante tutta la notte sorteggiando i turni di guardia.
Alla mattina all’alba la barca era ancora al suo posto. Iniziamo la giornata cimentandoci in un ormeggio all’inglese con l’ausilio dell’ancora, questo si rende necessario in quanto un forte vento di scirocco ancora persistente schiaccia la barca contro la banchina.
Dopo aver fatto i documenti di entrata in Croazia a Cavtat perlustriamo la cittadina storica della vecchia Ragusa e la sua stupenda baia orlata di pini d’Aleppo.
Molliamo gli ormeggi e navighiamo con una mano con 22 nodi di scirocco, il sito meteo locale ALADIN preannuncia però un imminente giro di vento a Maestrale dopo il passaggio del fronte freddo.
Nell’attesa visitiamo Celo nella graziosa isola di Kolocep dove ormeggiamo all’inglese dalla parte opposta della banchina del traghetto e qui incontriamo una “simpatica” barista che alla richiesta di tre birre ci porta tre cappuccini.
Il maestrale entra ma non così forte come preannunciato e ci permette di veleggiare nel Kolocepski Canal issando il nostro gennaker che ci regala piacevoli emozioni fino a raggiungere l’ormeggio di Slano dove passeremo la notte.


Giorno 7

La fortezza di Ston
Sveglia all’alba e due passi per Slano, bellissima la chiesina immersa in un campo di zagare profumate!
Da segnalare il nuovo marina in costruzione molto interessante come base futura per Altomare.
Rotta su Sipan dove ormeggiamo all’esterno della banchina del postale e colazione sotto uno splendido sole. La cittadina si presenta con incantevoli angoli di architettura veneziana sopravvissuti ai danni ancora evidenti della guerra.
Risaliamo lo Stonski kanal uno stretto fiordo balisato che si insinua all’interno della penisola di Peljesac fino a raggiungere l’imponente muraglia e la fortezza della cittadina di Ston. Ormeggiamo di fianco alle più antiche saline del Mediterraneo e ci prepariamo un magnifico tagliolino alla Giannetto Ston (indispensabile una finocchiona sbriciolona e del nero d’Avola). Usciti da Ston ridiscendiamo il canale veleggiando piacevolmente fino a raggiungere l’incantevole baia di Okuklje sull’isola di Mljet.


Giorno 8

Oggi i protagonisti sono il Vento e il Mare
Notte a Okuklje tranquilla, in questa piccola baia incastonata nei monti di Mljet un buio eccezionale ci ha permesso di ammirare una fantastica stellata con la via lattea e tutto il firmamento.
Al mattino ci svegliamo con uno scirocco già bello sostenuto, come previsto da Aladin, decidiamo di visitare la vicina baia di Prozura, scopriamo un fantastico ancoraggio e lo scegliamo per fare una lauta colazione durante la quale stendiamo il programma della giornata.
Lasciamo gli ormeggi e facciamo rotta per la baia di Saplunara nell’estremo Sud Ovest di Mljet, ci godiamo entusiasmanti bordi nel Mljetski Kanal, lo scirocco rinforza e ci obbliga a prendere una prima mano.
Rinfresca ancora e arrivati a 25 nodi decidiamo di cambiare programma pensando che Saplunara non sia sicura con quel vento, ci dirigiamo quindi a Sipan e risaliamo a vela la stretta baia sotto le potenti raffiche che imbiancano l’intenso blu cobalto del mare.
Pranzo al sole ormeggiati alla banchina del traghetto. Il vento è ancora sostenuto e noi riprendiamo il mare felici di risalirlo nello stupendo scenario delle Elafiti.
Concludiamo la giornata riparando nella baia di Slano e di nuovo ci investe l’intenso profumo delle sue zagare fiorite.


Giorno 9

Missione compiuta, pronti per la prossima

Sveglia ore 7, abbiamo ancora 12 miglia da risalire e lo scirocco non molla.
Caffè veloce e subito alle manovre, il vento ci schiaccia in banchina per cui allarghiamo la prua dando marcia indietro con il batticulo.
Deviamo di poco la rotta per perlustrare il porticciolo di Lopud, grazioso ma molto affollato di barche locali e con poco fondale.
È tardi, a tutto gas verso la base ACI Marina di Dubrovnik mentre il cambusiere magicamente scodella l’ultima pasta patate e ceci.
Purtroppo a terra ci aspettano delle rogne, il sommozzatore da noi soprannominato il cacciatore di cernie, specialista di anemoni di mare, dopo “l’ispezione dello scafo” scopre la mancanza degli zinchi sull’asse dell’elica e decreta che questo è certamente dovuto all’attorcigliamento di una cima sull’elica.
Dopo aspra e lunga discussione Alessandra riesce a convincere il capobase truffaldino ad accontentarsi di €100.
La missione si è conclusa, siamo sul traghetto per Ancona a completare il libro di bordo che contiene tutte le informazioni per i comandanti delle crociere estive.

  • 230 miglia percorse
  • 112 litri di gasolio consumati
  • 76 ore di navigazione di cui 28 a motore e 48 a vela
  • 31 nodi la velocità massima del vento in navigazione a vela
  • 22 bottiglie di ottimo vino stappate
  • 16 baie e porti perlustrati
  • 11,1 nodi la velocità massima raggiunta a vela navigando al lasco
  • 9 nodi la velocità massima raggiunta a vela navigando di bolina
  • 5 Kg di branzino slampati al ristorante Kolarin di Slano
  • 7 magnifici esploratori molto felici di aver partecipato

 

 

6 commenti
  1. Maria Grazia
    Maria Grazia dice:

    Grazie per questo diario di bordo, veramente un piacere leggervi. Mi sembrava di sentire le onde del mare ed essere con voi ed i bicchieri CIN CIN per i numerosi brindisi di bordo!
    VIVA le cose belle e sane della Vita come state facendo tutti voi!
    Un caro saluto !

    Rispondi
  2. MATTEO
    MATTEO dice:

    Ma la foto della poliziotta bionda…no?!?! Vi aveva pure salvato, anziché tutti quei pescatori… sembra proprio una gran bella esplorazione…peccato questa volta non esser venuto…Buon Vento!!!

    Rispondi

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